SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI

C’è un momento nella vita in cui ci si rende conto che è finita un’epoca: quando sull’autobus i bambini cominciano a darti del lei. In quell’istante nasce incontrollabile dentro di te un’ostilità mai provata nei confronti del responsabile di questa catastrofe: l’impietoso ed inesorabile Tempo.

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SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI è un viaggio, fisico e metaforico, verso l’ignoto.

Le vicende rappresentate si svolgono durante il volo verso la Cina compiuto da due giovani attori alla soglia dei 30 anni. La realtà si confonde con il sogno, dove si incontrano personaggi surreali e bizzarri come: la testa di Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena (sì, proprio così!) e quella di un rapper, che discuteranno animatamente sulla sensazione di trovarsi sospesi nel tempo; assisteremo al nuovo tour di Franco Battiato il quale, introdotto dalla sua agente Yogananda, la guru dalla dubbia spiritualità, è costretto a suonare delle cover di band anni 90, spinto dalla necessità di essere al passo coi tempi.

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In un ascensore bloccato un’ansiogena donna in dolce attesa e lo stereotipo dell’uomo che parla per frasi fatte saranno costretti a vivere un evento imprevisto e traumatico. Grazie a queste proiezioni oniriche, i due protagonisti arriveranno in Cina forse più confusi, ma senza dubbio cambiati e rinnovati.

Lo spettacolo ha un sottile retrogusto amaro, senza zuccheri aggiunti per l’appunto, ma il tono resta sempre leggero e divertente.

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La scena è volutamente scarna e priva di cambi luce per consentire la rappresentazione in contesti non convenzionali, all’aperto, in locali non prettamente adibiti a teatro, in cortili o con luce naturale, privilegiando un rapporto diretto e spontaneo con il pubblico.

Uno spettacolo sagace, vivace, mipiace, frizzante, brillante, antiossidante, senza unti o bisunti, ma soprattutto:

SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI.

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Foto di Giovanni Chiarot